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D. 29/03/2006 n. 90• che, su istanza presentata da C.I.M. S.p.A. nel luglio 2005, è in corso l'iter per la modifica al programma d'interventi sottoscritto nel richiamato atto aggiuntivo; • che il progetto complessivo dell'interporto di Novara si articola in due fasi: il terminale ad ovest della tangenziale di Novara, già in parte realizzato e funzionante, ed il terminale ad est della medesima tangenziale, il cui progetto preliminare è in corso di redazione e che costituisce l'ampliamento dell'attuale impianto; • che il completamento del terminale ovest - preliminare alla realizzazione del terminale est - presuppone l'infrastrutturazione e la costruzione dell'area servizi a nord-est dell'interporto, la realizzazione del magazzino M2 e delle relative sistemazioni esterne, la realizzazione del nuovo ponte ferroviario sul torrente Terdoppio ed il potenziamento dei binari di raccordo tra Scalo FS di Novara-Boschetto ed il terminale, nonchè la realizzazione dei magazzini M3 e delle relative sistemazioni esterne; • che per l'attuazione degli interventi in esame C.I.M. S.p.A. dispone dei relativi progetti immediatamente utilizzabili per l'appaltabilità degli interventi finanziati e che, per la parte ad ovest della tangenziale, dispone in proprietà delle aree su cui dovranno sorgere le opere non ancora eseguite, sì che sarà necessario far ricorso alle procedure espropriative - come precisato in seduta - esclusivamente per le aree di sedime delle fondazioni e degli appoggi del ponte; • che, per quanto concerne l'aspetto urbanistico, l'interporto è stato inserito dal PRGC del comune di Novara all'interno di un'area regolata dal Piano Particolareggiato Esecutivo (P.P.E.), documento approvato il 18 maggio 1987 dal comune di Novara e che disciplina l'utilizzo delle aree destinate al Centro, prevedendo le tipologie dei singoli interventi ed individuando lotti destinati al soddisfacimento degli standard nella misura minima fissata dalla legge regionale 5 dicembre 1977 n. 56, e successive modifiche e integrazioni; • che con delibera del Consiglio comunale 23 settembre 1998 n. 177, il suddetto P.P.E., oggetto di adeguamenti funzionali, è stato definitivamente approvato nelle modalità d'intervento, sia viabilistiche che normative; • che con delibera del Consiglio comunale 6 maggio 1999 n. 55, è stata adottata la variante strutturale relativa al perimetro del P.P.E. interessante l'area destinata al Centro, variante poi adottata definitivamente con successiva delibera del Consiglio comunale 27 settembre 1999 n. 125; • che con ulteriore delibera in data 26 novembre 2004 n. 65, il Consiglio comunale ha preso atto che la Giunta regionale con deliberazione 30 marzo 2004 n. 10-12107, ha approvato la suddetta variante strutturale al P.R.G. vigente relativa al perimetro del P.P.E. per l'area destinata al centro interportuale in questione ed ha integrato l'elaborato delle nor- me tecniche di attuazione al P.R.G.C. vigente; • che con delibera del Consiglio comunale 20 luglio 2005 n. 303, la strumentazione urbanistica esecutiva è stata adeguata alle prescrizioni regionali di cui al decreto V.I.A. 12 dicembre 2000 appresso specificato e alle deliberazioni conseguenti sopra citate; • che, per quanto concerne l'aspetto ambientale, la configurazione funzionale e territoriale del Centro è stata assoggettata a procedura di V.I.A. nazionale e che il Ministero dell'ambiente - di concerto con il Ministero per i beni e le attività culturali - ha formulato al riguardo parere positivo, con prescrizioni, sul progetto di completamento con decreto VIA 12 dicembre 2000 n. 5658; • che C.I.M. S.p.A. ha ottemperato alle prescrizioni dettate nell'occasione, come certificato dal suddetto Ministero con nota 5 giugno 2001 n. 6322/VIA/A.O.4; • che, per quanto concerne i vincoli ambientali, tutte le opere previste al- l'interno del perimetro presentano piena compatibilità con le fasce di rispetto derivanti dalla presenza, ad ovest, del torrente Terdoppio, a sud del metanodotto Snam Novara - Passo Gries e, ad est, della tangenziale di Novara; sotto l'aspetto attuativo: • che il soggetto attuatore dell'intervento è Centro Intermodale Merci (C.I.M.) S.p.A. -società costituita ai sensi della legge n. 240/1990 - nella quale oltre il 65% della componente azionaria è di proprietà di Enti pubblici e/o di soggetti privati con capitale a prevalente maggioranza pubblica e che la società viene configurata quale soggetto aggiudicatore, ai sensi dell'art. 1, comma 7, lettera g, del decreto legislativo n. 190/2002; • che, relativamente ai lavori di completamento del terminale ovest, CIM S.p.A. ha optato per proseguire e concludere le procedure ordinarie in corso ai sensi dell'art. 16, comma 2, del citato decreto legislativo n. 190/2002, ad eccezione dell'intervento concernente la realizzazione del nuovo ponte ferroviario sul torrente Terdoppio, ultima opera da approvare nell'ambito del citato terminale e per la quale la società chiede il ricorso alla procedura di cui agli articoli 4 e 16 del suddetto decreto legislativo; • sotto l'aspetto finanziario: che il costo complessivo delle opere del terminale ovest ammonta a 108.332.770,87 euro, di cui 75.200.573,40 per lavori, 24.121.476,90 per somme a disposizione e 9.010.720,57 per acquisizione dei terreni; • che, rispetto al totale degli investimenti previsti, sono state realizzate opere per 40.102.710,75 euro, sono in corso di realizzazione opere per 11.758.260,12 euro e devono essere realizzate opere per 56.471.800 euro; • che il piano economico-finanziario, allegato alla relazione istruttoria del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti anche nella forma analitica, evidenzia un «potenziale ritorno economico» derivante dalla gestione dell'opera e prevede - nella struttura del finanziamento - «capitale privato » per oltre 46 Meuro (pari al 43% del costo delle opere), un contributo a fondo perduto, a carico delle risorse destinate all'attuazione del Programma, di 27 Meuro (pari al 25% del suddetto costo) ed altri contributi pubblici per oltre 35 Meuro (32% del costo totale); • che l'Unità tecnica - Finanza di progetto, istituita presso il Ministero dell'economia e delle finanze, ha chiesto che il piano stesso, costruito su una durata di dieci anni, venisse rivisto sulla base di indicatori in parte diversi e che, in esito a tale richiesta, il periodo di analisi dell'investimento è stato portato a venti anni, il capitale privato è stato scisso tra capitale proprio e capitale da prestiti commerciali o mutui ed è stata verificata la possibilità di convertire il contributo richiesto a carico della «legge obiettivo» in mutuo agevolato garantito da fondo pubblico; • che sono state quindi effettuate due nuove analisi di redditività - ipotizzando nel primo caso l'assenza di contributo statale e nel secondo caso la concessione di un contributo ridotto a 21 Meuro - e che in particolare il piano economico finanziario relativo alla seconda ipotesi, rapportato ad un periodo di analisi dell'investimento di 20 anni, ha evidenziato, quali indicatori di redditività del capitale investito, un VAN di 24 k-euro ed un TIR del 5,01%; • che in definitiva le suddette analisi hanno evidenziato come l'investimento di capitale privato nell'opera non può essere considerato remunerativo senza il concorso di un contributo statale, ma che quest'ultimo può essere ridotto fino a 21 Meuro, garantendo comunque agli investitori un'adeguata redditività; • che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha pertanto proposto di assegnare ai «lavori di completamento del terminale ovest» un finanziamento di 21 Meuro, in termini di volume d'investimenti e a vale- re sulle disponibilità previste dall'art. 1, comma 78, della legge n. 266/2005, e che - come precisato in seduta - la differenza tra il valore delle opere previste per il terminale ovest ed il finanziamento così proposto resta a carico del soggetto aggiudicatore; • che pertanto la copertura del costo complessivo del terminale è così determinata: Tipologia finanziamento Importo Contributo {legge obiettivo} Capitale privato Altri contributi pubblici: - FIO `89... 4.929.920,65 - Fondi regionali 2.823.876,29 - Legge n. 240/1990 1ª convenz. 11.033.532,74 - Legge n. 240/1990 att. agg. 16.250.000,00 Totale 21.000.000,00 52.295.000,00 35.037.329,68 108.332.329,68 b) per quanto concerne il nuovo ponte ferroviario sul torrente Terdoppio: sotto l'aspetto tecnico-procedurale: • che l'interporto e lo scalo di Novara Boschetto sono fisicamente separati dal «confine idraulico« rappresentato dal torrente Terdoppio e che il collegamento con il sistema ferroviario nazionale avviene attualmente mediante un'unica via di corsa che scavalca il suddetto torrente su di un ponte a due campate con pila in alveo per poi interconnettersi al- lo scalo ferroviario; • che il potenziamento delle capacità di trattamento dei convogli ferroviari, correlato alla possibilità di disporre -all'interno del terminale intermodale - di 8 binari con sviluppo superiore ai 550 m oltre ai futuri binari intermodali a servizio del terminale est, verrebbe limitato dall'esistenza di un'unica via di corsa; • che per il futuro sviluppo dell'interporto risulta imprescindibile la realizzazione di un nuovo ponte a 6 vie di corsa e che l'opera presenta delicate problematiche derivanti da vincoli fisici ed idraulici, che ne condizionano fortemente l'attuazione; • che una prima ipotesi progettuale prevedeva la realizzazione di un ponte costituito da un impalcato misto acciaio-calcestruzzo di larghezza di circa 27 m, su due campate da 17 m ciascuna per complessivi 34 m circa, con pila centrale in alveo e spalle in sponda e con soletta suddivisa in due parti, destinata all'alloggiamento di un fascio di sei binari; • che nell'ambito delle prescrizioni formulate nel sopra richiamato decreto VIA n. 5658 del 12 dicembre 2000, concernente la valutazione d'impatto ambientale del terminale ovest, è stato richiesto di porre particolare attenzione, «in fase di progettazione definitiva, alla tipologia ed ai particolari costruttivi dei ponti previsti sul Terdoppio, prevedendo che il progetto esecutivo sia sottoposto alla valutazione del gruppo a suo tempo istituito presso la regione Piemonte con O.d.S. prot. n. 3049/SG del 22 aprile 1996 del presidente della giunta regionale, per la messa a punto del piano dell'area critica di Novara Trecate»; • che il comune di Novara, con delibera 30 luglio 2003 n. 393, ha formulato parere favorevole sul progetto, rilevando la coerenza dello stesso con gli strumenti urbanistici; • che la regione Piemonte, con delibera di giunta 5 agosto 2003 n. 2210308, ha espresso parere favorevole sul progetto definitivo del nuovo ponte, «fatti salvi i pareri, le determinazioni ed i nulla osta dell'Autorità di bacino del fiume Po e dell'Azienda interregionale per il fiume Po (A.I.PO), che dovranno essere acquisiti dal proponente, per il prosieguo dell'iter del progetto»; • che la Direzione patrimonio e tecnico della regione Piemonte, con nota 23 luglio 2004 n. 21414/10.M, comunica che «prende atto e dà atto» della nota del comune di Novara in data 21 luglio 2004, con la quale il comune stesso certifica l'inesistenza di vincoli di uso civico nel proprio comprensorio, come da decreto commissariale 12 marzo 1936; • che il Ministero per i beni e le attività culturali ed il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, con note, rispettivamente, 21 luglio 2004 n. ST/413/25000, e 28 luglio 2004 n. DSA/2004/17518, hanno richiamato il parere favorevole, con prescrizioni, già espresso in merito alla compatibilità ambientale dell'interporto, ponte incluso; • che l'Autorità di bacino del fiume Po, con nota 27 luglio 2004 n. 3913/CC, ha comunicato il parere formulato dalla propria Sottocommissione Assetto Idrogeologico, nel quale non si ritiene compatibile la presenza di pile interne all'alveo del torrente, mentre si sollecita un pronto adeguamento del ponte esistente, con particolare riferimento alla rimozione della pila esistente; |
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